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Da Marem a Gaeta distruggiamo i limiti dell’handicap
Da Marem a Gaeta distruggiamo i limiti dell’handicap

Immergersi nonostante handicap si può? Come funziona ? Non molte persone si pongono questa domanda. La risposta è "sì", lo sport è appropriato per persone con invalidità. Quasi tutti indipendentemente dalle condizioni di salute di base, possono sperimentare la sensazione di assenza di gravità assoluta! 


In acqua la differenza tra invalidi e persone di non invalide è minima. Un sommozzatore paraplegico, ad esempio, può muoversi facilmente sott’acqua alla stregua di chi handicap non ne ha.

L’atleta può vivere un’esperienza fisica unica : un vero assaggio di libertà! La sensazione di stare a galla fluttuando nello spazio ha affascinato l’umanità fin dalla notte dei tempi.


Quali regole osservare
 

L’immersione è possibile a prescindere dalla tipologia di invalidità, unica eccezione fatta per chi ha problemi di ritardo mentale. Inoltre, i partecipanti non devono avere problemi cardiaci, dell’apparato circolatorio e respiratorio, né a seni nasali e orecchie, ma tuttavia, queste sono le condizioni di salute di base richieste a tutti i sommozzatori. Una visita medica specializzata è comunque richiesta.


L’esperienza in acqua


E’ di grande importanza l'addestramento dei principianti che si immergono, che comincia con l'attrezzatura, per passare alla preparazione dell’immersione e poi agli esercizi di sicurezza ricorrenti. Per i brevettati, dunque, le prospettive sono allettanti : durante l’inverno si organizzano immersioni in acque confinate (piscina o spiaggia ), in estate si effettuano uscite in barca, così da poter accedere a diversi punti di immersione.

Insomma, è davvero possibile per tutti fare una vacanza ricca di immersioni e di esperienze indimenticabili!

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