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Marem Scuola Subacquea

Il gran facciale nella subacquea ricreativa

Sebbene utilizzato principalmente nella subacquea professionale, il gran facciale è ormai richiesto anche dai subacquei ricreativi. La maschera è caratterizzata dal coprire l'intero volto, comprendendo, dunque, anche la bocca al suo interno e l’erogatore è inserito in una speciale apertura permettendo al sommozzatore di respirare. La scelta per questa tipologia è generalmente mossa da due motivazioni: con il gran facciale è possibile comunicare sia tra compagni di immersione sia con la superficie, inoltre, nel caso di immersione in acque non limpidissime, ha il vantaggio di proteggere il volto da possibili sostanze inquinanti o potenzialmente dannose per la pelle. Uno punto a sfavore per il subacqueo è invece rappresentato da un potenziale aumento della CO2 durante l’immersione, dovuto allo sforzo e all’aumento della densità del gas. Difatti, maggiore è lo stress più il ritmo metabolico accelera, concorrendo all’aumento della produzione di CO2, che se respirata, fa salire il totale complessivo di anidride carbonica presente all’interno della maschera.

Nonostante le maschere gran facciali possano elevare il tasso di CO2 a per via del suo accumulo al loro interno, c’è da stare tranquilli, poiché è una possibilità ridotta, quasi paragonabile a quella per erogatori standard che si trovano attualmente in commercio, in cui lo spazio morto minimo è ridotto. Una differenza sostanziale tra la respirazione oro-nasale e quella tramite l’erogatore è lo sforzo respiratorio effettuato: difatti, con quest’ultimo è maggiore, in quanto aumenta il consumo di ossigeno e di produzione di CO2, in più va considerata una riduzione più limitata dell'eliminazione della stessa, in quanto stiamo parlando di un erogatore cosiddetto "a domanda". Con le maschere facciali, invece, si ha una respirazione più fisiologica grazie ad un'elevata ventilazione che comporta una conseguente riduzione del lavoro respiratorio. Tutto questo consente un maggiore rilassamento durante le immersioni, consentendo a chi pratica subacquea ricreativa di godersi l’immersione senza soffrire troppo lo sforzo dovuto alla respirazione con l’erogatore tradizionale. L’integrazione del secondo stadio, infatti, facilita l’attività respiratoria qualsiasi sia la pressione dell’aria proveniente dalla bombola, consentendo la regolazione dell’inspirazione in ogni condizione.

I vantaggi della respirazione oro-nasale non sono da sottovalutare se si tiene conto della struttura del nostro sistema respiratorio. Possiamo dividerlo in due parti, adibite rispettivamente alla conduzione dei gas e allo scambio dei gas. La prima consta di una serie di vie di comunicazione atte al trasporto dell’aria alla seconda, in cui avviene lo scambio dei gas con il sangue. La prima fase (conduzione del gas) si verifica quando è immessa aria dalla bocca oppure dal naso.

Le cavità nasali (e in parte i seni paranasali) hanno funzione di:

  • umidificatore: nella trachea l’aria è quasi completamente saturata in vapore acqueo;
  • riscaldatore: l’aria arriva alle vie aeree inferiori ad una temperatura di circa 37 °C indipendentemente dalla temperatura esterna;
  • filtro: oltre il 95% delle particelle maggiori di 10 micron viene trattenuta nel naso.

Nella respirazione con l'erogatore l’aria non passa dal naso, di conseguenza non arriverà né filtrata né umidificata, esponendo il soggetto a potenziali ad infezioni delle vie respiratorie.

Altro aspetto da considerare è quello delle modificazioni al sistema toraco-polmonare indotte dall’autorespirazione, che si verificano sostanzialmente per due motivi :

  1. pressione idrostatica: diminuisce la possibilità di escursione del sistema respiratorio (già limitato dall'aderenza della muta);
  2. aumento della densità dell’aria con la profondità: ciò comporta una riduzione dei flussi inspiratori ed espiratori.

Sono due fattori che unitamente alla quantità di spazio morto respiratorio, dato dall'erogatore e dispositivi vari, induce una riduzione del volume corrente, un aumento della frequenza respiratoria, aumento del lavoro respiratorio, maggior consumo di ossigeno, ipoventilazione alveolare e, come abbiamo visto in precedenza, conseguente ritenzione di CO2.
Un altro aspetto di cui tener conto è la temperatura dell'aria nella bombola: essendo sempre in equilibrio con quella dell'acqua, a seconda della profondità, è fredda e secca, diventando quindi uno stimolo irritativo per le vie respiratorie.

E’ importante scegliere una maschera gran facciale partendo da presupposti e conoscenze che vanno al di là degli aspetti puramente tecnici sull’attrezzatura subacquea, per poter svolgere ogni immersione in sicurezza e tranquillità.

Tra i modelli più nuovi ve ne sono alcuni che, oltre eliminare il fastidioso problema dell’appannamento della maschera, riducono l’accumulo dell’anidride carbonica grazie ad un particolare ed innovativo sistema di circolazione dell’aria che, detto in breve, evita la miscelazione tra quella pulita e quella espirata, carica di CO2. Nell’eventualità che entri dell’acqua nella maschera, una valvola di spurgo, situata sul secondo stadio, ne facilita la fuoriuscita risolvendo velocemente l’inconveniente e, grazie al mantenimento della medesima pressione dell’esterno, si ovvia anche al problema dell’effetto ventosa, comune nelle maschere tradizionali. Per quel che riguarda la compensazione, gli ultimi modelli consentono una regolazione che rende versatile il gran facciale alle diverse fisionomie dei subacquei senza contare che, grazie all’ampio visore, in policarbonato, la visione periferica è amplificata, rendendo l’esperienza dell’immersione ancora più piacevole e sicura. In ultimo, se è vero che anche l’occhio vuole la sua parte, la scelta è possibile anche per tipologia di colore, consentendo la personalizzazione della propria attrezzatura subacquea come meglio si desidera.

Vieni a provare da Marem la tua immersione con il gran facciale, specializzati con noi e vedrai che il tuo modo di immergerti cambierà per sempre!

 

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